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Federcongressi&eventi interviene nell'approvazione dell'Accordo Stato Regioni

L'Accordo è lo strumento di programmazione del Ministero della Salute sul tema della Educazione Continua in Medicina che definisce le linee guida per sviluppo delle attività da parte degli organi competenti. Le linee programmatiche sono poi oggetto di regolamentazione alla quale i Provider ECM devono attenersi. Il nuovo Accordo aggrava gli aspetti relativi al conflitto di interessi, creando condizioni di sfavore per gli organizzatori di eventi, già pesantemente oberati da procedure complesse.

Federcongressi&eventi dal confronto interno con la categoria dei Provider avvenuto in occasione dell'incontro del 27 giugno scorso e con supporti legali specializzati, ha messo in campo tre attività: 

1) sviluppo di un nuovo servizio di consulenza specializzata sull'applicazione delle normativa ECM, attraverso un accordo quadro con lo Studio Legale Mormando D'Oria che consentirà ai soci di fruire di consulenze ad hoc a tariffe convenzionate.

2) avviare la predisposizione di un Regolamento Interno Standard da mettere a disposizione dei soci provider.

3) Presentare istanza ufficiale di partecipazione al procedimento, tramite accesso agli atti, produzione documentale, osservazioni, nonchè richiesta di audizione e riesame dell'Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome sul documento "La Formazione Continua nel Settore Salute" del 2 febbraio 2017 e mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Quest'ultimo atto rappresenta un deciso passo nei confronti degli organi competenti (Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, AGENAS, CNFC, Comitato di Garanzia) al fine di presentare le osservazioni opportune in qualità di istituzione portatrice di interessi collettivi.

Far parte dell'iter partecipativo è un diritto di Federcongressi&eventi e di FISM - Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche (che l'Associazione rappresenta per gli aspetti riguardanti l'ECM) che non può essere lasciato alla buona volontà delle parti, più o meno interessate all'ascolto. 

"Esercitare questo diritto non è solo a tutela della categoria dei PCO e dei Provider, ma di tutta la filiera congressuale che avrà ricadute negative importanti, se l'inasprimento delle norme prosegue" commenta così la Presidente Alessandra Albarelli, impegnata insieme al gruppo di lavoro composto da Susanna Priore, Mario Buscema e Giulio Ferratini nel confronto con gli Studi Legali coinvolti e si auspica presto, anche con le autorità competenti.