Update

Italian Meeting Industry Politicians Forum

Cari Colleghi,

domenica 11 febbraio abbiamo organizzato in BIT - Borsa Italiana del Turismo l'Italian Meeting Industry Politicians Forum, riprendendo un’abitudine che era andata persa, quella del confronto con le Istituzioni di vario livello: nazionale, regionale e delle città.

L'obiettivo era di riportare l’attenzione al valore culturale, economico e sociale del nostro Settore e comprendere quali sono le politiche per il MICE di Regioni e Comuni. Alcuni di loro hanno dimostrato di aver intrapreso dei percorsi virtuosi, nuovi ambiziosi progetti di destination marketing, ma ancora molti territori non hanno idee e strategie per sviluppare attività efficaci.

Carlotta Ferrari durante il Politicians Forum, nella sua veste di Presidente di Convention Bureau Italia, ha dichiarato chiaramente quali sono le aspettative degli operatori privati nell'approcciare i mercati internazionali che vedono nuovi e vecchi competitors, sempre più agguerriti. E' preoccupata per l'inattività degli organi competenti in questo settore.

Cara Carlotta, hai perfettamente ragione! Diciamo sempre le stesse cose da decine di anni ed il livello di approccio al mondo degli eventi è sempre in "retrocessione". Sempre meno progetti dedicati al MICE, quindi sempre meno risorse da parte degli organi competenti e quindi sempre meno aggregazioni territoriali, attività di promozione. In questo modo la competizione delle destinazioni italiane per i congressi internazionali è data soprattutto dall'appeal delle città che candidano, non certo dalla capacità di lanciare sfide di sistema.

Io continuo ad insistere, come ho fatto ieri e come farò anche domani, nel dire che gli interventi che le Pubbliche Amministrazioni possono fare per dare impulso al settore, sono all'interno di altri settori socio economici del nostro Paese.

Sono nel Sistema Sanitario Nazionale, dove ogni briglia messa in nome del tanto vituperato conflitto di interessi, rischia di pregiudicare la qualità professionale della categoria medica e compromettere il sistema di formazione, quasi esclusivamente privato composto dai Provider ECM.

Sono nel sistema delle imposte sul valore aggiunto, dove spaventa un’esenzione oggi per rimuovere barriere di competitività con il resto del mondo, invece di valutare il vantaggio che sarà generato domani sull'aumento del PIL e dell’ occupazione.

Sono nelle scelte delle politiche di sviluppo economico dove la formazione degli imprenditori e dei lavoratori è fattore essenziale per la crescita e, se incentivata, potrebbe portare importanti ricadute sui nostri "contenitori" per eventi.

Sono nella ricerca e nel mondo accademico, dove troppe poche risorse sono destinate a valorizzare il ruolo internazionale dell'Italia, candidandoci per ospitare i più importanti eventi mondiali.

Sono nel turismo dove le organizzazioni territoriali sono tutte differenti e disomogenee a causa delle competenze in capo alle Regioni, e quindi con legislazioni differenti, che hanno creato all'interno del nostro paese territori completamente scomparsi dalla promozione...addirittura nazionale.

E sono nella rete di infrastrutture che agevolano l'accessibilità, la mobilità e l'accoglienza.

Potrei continuare con questa lista molto a lungo, ma a chi raccontiamo queste cose? quando e come?

In questo momento che ci avvicina ad un appuntamento elettorale importante, vedo nel ruolo dell'Associazione un compito di grande responsabilità: quello di preparare momenti di dialogo e di incontro con il governo centrale, con le regioni e con le città che informino e  identifichino strategie chiare per tutti gli stakeholders.

Il prossimo Italian Meeting Industry Politicians Forum dovrà avere questo obiettivo. Con rinnovato entusiasmo ripartiamo sicuri che le Istituzioni non potranno continuare a sottovalutare un settore così importante.

Noi ci siamo e continuiamo a dare voce alla Meeting Industry italiana!
 
Alessandra Albarelli

Presidente Federcongressi&eventi